Lampade di design

Non solo led. Tra soluzioni integrate nell’architettura e scenografici effetti luminosi, tanti modelli di nuove luci in rassegna

Si temeva che la rivoluzione led avrebbe annullato la forma. Così non è stato. Anzi: complice la libertà progettuale, le nuove lampade inaugurano un decorativismo fluido e leggero. Non solo. I led consentono soluzioni integrate nell’architettura con scenografici effetti luminosi.

Non solo led.

Si assiste alla nascita di tantissimi modelli di nuove luci in rassegna per illuminare la casa.

«Progettare la luce non significa solo disegnare una forma ma indagare e gestire sia gli aspetti più tecnici che quelli di performance, ponendo sempre però grande attenzione all’uomo, ai suoi bisogni e al suo benessere», spiegano i Designer impegnati nell’atto creativo. E nei corridoi dei Creativi impegnati nella sfida si sentono sempre di più i concetti secondo cui: «I led ad alta efficienza, a differenza delle sorgenti luminose convenzionali, hanno prestazioni superiori per quanto riguarda il ciclo di vita e l’efficienza luminosa con consumi inferiori.

L’apparecchio di illuminazione non produce solo un effetto luminoso ma anche un insieme di performance. Sensori, sistemi di controllo, regolazione e gestione anche wifi per la creazione di scenari ed effetti luminosi si interfacciano con l’uomo o si integrano totalmente negli spazi. Quando poi un apparecchio led entra in funzione possiamo produrre diversi effetti al variare di certi parametri.

Con azioni opportune sperimentiamo le potenzialità della luce adattando l’ambiente alle nostre esigenze, un fatto inimmaginabile sino a poco tempo fa. Nello stesso tempo siamo chiamati a fare buon uso di queste nuove potenzialità, a seguire un codice etico di comportamento cercando allo stesso tempo di raggiungere la bellezza di un oggetto che sottolinea ancora oggi l’importanza di un’estetica della luce, soprattutto made in Italy».

Non solo, ma intervistandoli si sente spesso dire che: «L’impatto più rilevante sta nel fatto che la ‘rivoluzione led’ ha trasformato l’apparecchio di illuminazione da analogico a digitale», gli fanno eco i nuovi produttori che così si esprimono: «Con le vecchie lampadine ogni lampada era fine a sé stessa per così dire. Oggi, essendo i led parte di un circuito elettronico, la luce è dotata di un’intelligenza.

Si può programmare. Il software può dare nuove abilità all’apparecchio sia nel comportamento della luce, sia nell’interazione con sensori di vario tipo. La lampada può diventare altro. Oltre a fare luce».

Per quanto riguarda la forma, «il mancato impatto estetico definitivo sta nel fatto che i cosiddetti retrofit, ovvero i led a bulbo che hanno gli stessi attacchi delle vecchie lampadine e le sostituiscono, a circa un decennio dalla loro introduzione stanno finalmente migliorando in termini di performance (resa cromatica, temperatura colore e diffusione della luce a 360 gradi) e prezzo e quindi per le aziende (e per i consumatori, ndr) è più facile usare lampadine led anziché sviluppare la propria soluzione», a questo proposito, chi argomenta sostiene che: «l’impatto energetico, fine ultimo della (pessima) Direttiva Europea che ha imposto l’eliminazione delle tradizionali sorgenti, ovvero, le lampadine a incandescenza, sarà sicuramente notevole in termini di riduzione dei consumi.

Il fine della Direttiva è certamente condivisibile ma il metodo di attuazione pratica è stato un vero disastro: sia per l’esborso sia in termini di qualità della luce che i consumatori hanno dovuto pagare negli ultimi 10 anni».

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